mercoledì 31 ottobre 2012

Quando ho scoperto di essere la mamma di Prince


Era un pomeriggio di marzo. 
Avevo chiesto un permesso a lavoro e speravo che questa fosse la volta buona. 
"Ti accompagno io, ti accompagno io!" erano le parole di mia cugina, che a tutti i costi voleva portarmi dal suo ginecologo. "Vedrai, è davvero bravo." Non so perchè, ma più sento parlare di una persona o di una cosa, più io me ne allontano o chiudo una porta da cui, passato un po' di tempo, sbircio dalla serratura incuriosita. Sui dottori stessa sorte. Anche in campo veterinario. Tempo fa un'amica mi raccontava che odiava il dottore del suo ex gatto perchè lo aveva ucciso a furia di operazioni. Era lo stesso veterinario del mio cane che da ragazzina lo avevo svegliato alle due di notte perchè il mio animaletto aveva avuto una torsione allo stomaco e tra raggi x e lavanda gastrica gli aveva salvato la vita. 
Credo che tutto sia relativo ma speravo che questa fosse la volta buona. Pensavo che alla fine non avevo niente da perdere. Avevo girato tre ginecologi e nessuno mi aveva mai diagnosticato nulla.
Il primo a 15 anni. Ho sempre sofferto col ciclo mestruale (ahhh che ricordo...erano mesi che non lo citavo!) e avevo dolorini qua e là, umore altalenante e intestino sfasciato. La penultima ginecologa mi aveva dato degli antibiotici da prendere. Mai presi. Non sapeva cosa avevo e la soluzione era assumere medicine? Mmm... L'ultimo ginecologo invece affermava che avevo gli stessi sintomi dell'endometriosi. Cerca cerca ma non l'ha mai trovata. Ripongo i ricordi di questi dottori ed entro nella sala di attesa. Salutiamo la segretaria che ci accoglie con un: "ah, il dottore è in ritardo come sempre". Bene, avrò più tempo per aumentare la mia noia e la mia ansia. Ma incrementa anche la mia stanchezza. Perchè l'attesa durerà più del ritardo previsto: appuntamento visita alle 18, entrata trionfante nello studio del medico alle 20. La segretaria mi fa accomodare. Ecco il dottore. Il dottore? Sembra un pazzo! Si presenta stritolandomi la mano, mi fa sedere, mi infila il braccialetto della pressione, mi chiede le analisi dei prelievi e mi fa accomodare sul retro dello studio per la visita. Il tutto contemporaneamente. Ho quasi paura di essermi persa qualche suo passaggio verbale. Sono agitata troppo, così tanto che quando mi indica il mini spogliatoio e mi dice di svestirmi e di accomodarmi sul lettino, dimentico di sfilarmi un "dettaglio". Una paziente che si posiziona sul lettino del ginecologo con gli slip addosso forse non era mai capitata nemmeno a lui! Sento il mio viso da rosaceo passare a viola e sfociare in un rosso acceso. "Scusi dottore è la stanchezza". Sorride ma non vede l'ora di andarsene a casa. "La capisco, dopo quattro cesarei in un giorno, due operazioni d'urgenza alle ovaie e ventuno visite sono cotto anche io". Ah beh... io allora sono stanca per nulla... mi vergognavo, al mattino riunione di un'ora, senza capo ne coda e il pomeriggio la visita. E torno rossa paonazza ma questa volta lui non sa il perchè. 
Passano i minuti, fremo. L'uomo in camice cerca cerca e penso che neanche lui troverà qualcosa e invece... ovaie policistiche e endometriosi, nascosta ma grandina, un po' malconcia. "Da quando ha questi dolori? "Da sempre". Mi fa scendere dalla postazione, mi rivesto e nel mentre, a bruciapelo, mi domanda: "Ha intenzione di avere un bambino?"  "Chi, io?!" Rispondo. "Sì, lei e chi se no?! Ci siamo solo io e lei quì in studio!". Ritorno rossa paonazza, non solo, decido che io da questo medico non tornerò mai più dopo le figuracce fatte. Cercavo di temporeggiare e ripeto a me stessa la domanda del ginecologo: "lo voglio un bambino? lo voglio un bambino? ma lo voglio un bambino?" Mi appare mio marito nei panni del papà, che per cambiare il pannolino ha una distorsione alla mano, mia madre che alla notizia  noleggerebbe due camion per lo shopping del bebè e mio padre che è sempre stato un ragazzino e sentirsi chiamare nonno lo spaventerebbe. Ma la cosa peggiore, il mio lavoro. Da quattro anni e mezzo sono lì, da quattro anni e mezzo vorrei andarmene ma altro non si trova, un contratto indecente, orari indecenti, dove i boss sono tutte donne e nonostante ciò, non avrebbero problemi a lasciarmi a casa alla notizia, già che un part time sarebbe impossibile chiederlo. Però... dopo tanto prendersi cura dei minori degli altri, non mi dispiacerebbe prendermi cura del mio, crescerlo come dico io, amarlo. Torno sulla terra ferma, il medico mi fissa e mi dice: "Io non voglio illuderla ma questa endometriosi è davvero brutta, se la cura non va, bisogna operare in fretta ma subito dopo l'operazione, se volete un figlio lei e suo marito, dovreste cercarlo nel più breve tempo possibile. Potreste anche non riuscire ad averne". E io, che quelle poche volte in cui immaginavo di voler costruire una famiglia, credevo fosse tutto più romantico, una bella mattina soleggiata, alzarmi, fare il test e svegliare mio marito con un: "Amore aspettiamo un bambino!" E invece, tornata a casa cosa gli avrei dovuto dire? "Amore svestiti, dobbiamo fare un bambino, mi sono appena operata di endometriosi". Il panico. Che potenza le parole, a volte ti scrollano più di un giro sulle montagne russe. E quelle del ginecologo mi hanno fatto cadere dalle nuvole, che botta. Ma nella mia mente tutto si stravolge: vedo mio marito, tenerissimo, con un piccolo in braccio, i miei felici che si coccolano il pargolo, appaiono anche i suoceri e gli amici... e penso che una deliziosa famiglia un bebè già ce l'ha. Ho capito dopo il perchè di questa visione. La famiglia è tutto, al primo posto. E so che avrei potuto contare su di lei, semplicemente perchè è parte di me. E il lavoro? Penso che non mi importa. M'immagino col mio diploma di laurea lavare delle scale, senza nulla togliere a chi di professione lava le scale che per me è al pari di un chirurgo, ma non era proprio la mia ambizione, ma non importa. Finirò di lavarle e tornerò a casa da mio figlio. Penso che diventare una brava madre possa essere un mio riscatto personale già che lavorativamente sono stata sfortunata, ma un lavoro devo pur trovarlo. Mi preparo già alle parole delle boss che con un calcio potrebbero sussurrarmi: "peccato, eri davvero brava a lavoro, ma hai fatto una scelta". A breve vi farò sapere se sarà così. Il dottore mi da un prossimo appuntamento. Non ci andrò. Perchè direte? No no, le figuracce non c'entrano! Ho dovuto anticiparlo. Non per colpa del lavoro o perchè stavo male ma... credevo di essere incinta. E non avevo nemmeno avuto il tempo di iniziare la cura da lui prescritta. I giorni successivi alla prima visita mi sentivo strana, assonnata, respiro affannato correndo tra un bus e l'altro per gli spostamenti di lavoro, seno dolorante e un ritardo di tre giorni. Mi decido a fare il test, dopo che ormai avevo raccontato della visita al quasi papà (che ancora non sapeva di diventarlo) e diciamo che eravamo un po' rassegnati ma uniti. Faccio due test. Positivi. Non sono comunque sicura, vorrei farne un terzo, non riesco a credere alle linee colorate che vedo, sveglio mio marito, mi chiede se ho la febbre, notando le stecchette in mano. 
Ho le parole del ginecologo che mi rimbalzano in testa, forse c'è un errore. Ci ritorno, mi visita e mi abbraccia dalla gioia. "Sei incinta! Non devi nemmeno operarti!" Faccio un rapido calcolo e capisco tutto: le mutande dimenticate addosso, le immagini dei parenti, l'affanno, l'ansia... il piccolo Prince era già nascosto nella sua mamma, già dalla prima visita dal dottore. Ma era ancora troppo piccolo per riuscire a notarlo e nessuno lo sapeva. E lui ascoltava e forse avrà pensato: "che banda di matti che mi aspetta tra nove mesi là fuori!"

9 commenti:

  1. Eccomi qui a sbirciare....molto carino il tuo blog e bellissimo il post....mi aggiungo ai tuoi follower!!!!

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  2. Ciao mamma regina! Sono hottanta... e sto cercando di conoscerti! Buona gravidanza!

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    1. Grazie accolgo con piacere la conoscenza reciproca! Che bello, nessuno mi aveva mai nominata regina! Credo lo userò quando dovrò mettere in riga il principino quando sarà più grandicello! :D

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  3. Che bella storia, davvero!
    Anche ad una mia amica è successa più o meno la stessa cosa. Un ginecologo stronzo le dice che i bambini si possono anche trovare già fatti (!) e nel frattempo lei già era incinta...
    In bocca al lupo per tutto!

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  4. che bello questo post, che bella la vostra storia!

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  5. Grazie! Un'avventura ancora in corso! A dicembre (o gennaio, chi lo sa!) uscirà la seconda stagione con Prince fuori dal pancione e lì avrò davvero bisogno di consigli di amiche e mamme come te!

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  6. bellissimo racconto, peccato per l'ambiente di lavoro! (che mi ricorda tanto quello dove lavoravo io...). il mio gine mi ha conquistato con la sua calma e pacatezza nel momento di maggiore stress.

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    1. Grazie Marina, è bello avere qualcuno che ci rassicura... io sono al settimo cielo per questa grande opportunità di vita, ma a volte ho dei brutti pensieri sul lavoro, sul futuro... ma cerco subito di cancellarli!
      Quando si presenteranno li affronterò!

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