mercoledì 13 marzo 2013

Aria di battesimo

Ad aprile saremo invitati a un battesimo e mi si accende una lampadina.
Forse è il caso che inizi a pensarci anche io. Semplicemente aspettavo che i mille parenti smettessero di chiedermi continuamente quando e dove, dal momento che i primi mesi di vita di Prince preferivo dedicarli tutti a lui senza avere cose in più da organizzare. Con questo non voglio dire che poco mi importa del battesimo in se anzi... sarà forse il primo momento spirituale di Prince e non posso perdermelo. Tuttavia se da grande deciderà di essere buddista mi farà piacere lo stesso. Avete presente "La vita di P"? Ecco, io mi sono sempre sentita come lui... un po' buddista, un po' induista, musulmana e cristiana. Prendo il meglio di tutto e lo faccio mio. 
Non voglio tediarvi con righe di descrizioni su come quando cosa e come. Vi lascio in compagnia di queste foto carine che ho scovato su Pinterest e se vi va di raccontarmi qualcosa o dare consigli sui battesimi dei vostri pupi li leggerò con piacere.

:)




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venerdì 1 marzo 2013

Sono una mamma

Dicono che si diventa mamme non appena stringiamo per la prima volta il nostro bambino.  



Per me invece mamme lo si diventa prima, durante i nove mesi di gravidanza in cui istintivamente ci prendiamo cura del  nostro pancione. Stiamo attente a non scontrare nulla, ben caute col mondo esterno,  i sensi di colpa se mangiamo qualche schifezza di troppo, le coccole e qualche dolce parola sfiorando il nostro pancione. 

Vi dirò...

...a volte mi viene da pensare che il mio essere mamma fosse più forte durante la gravidanza che adesso.  So che questa affermazione non è priva di malintesi. Intendo semplicemente che quando ieri sera una amica a cena mi ha chiesto cosa si prova a sentirsi mamma, ho realizzato che per il mondo esterno io sono la madre di mio figlio. Persino Colombo verrebbe a dirmi che ho scoperto l'America e sarò sincera: presa dall'accudimento quotidiano del cucciolo che non mi da nemmeno il tempo di fare la pipì, che non appena afferro un biscotto parte la sveglia proveniente dalla mini ugula d'oro e via alla corsa verso lo striscione "Arrivo" sito nel lettino del pupo. 
E' successo così... un giorno scopro di non essere più l'intenditrice di birre artigianali, la gustologa di diverse tipologie di teina, la scovatrice di viaggi last minute e la divoratrice di concerti.

Ma la musica sta cambiando... sì ragazze perché i nonni materni e paterni hanno entrambi pronunciato la fatidica frase: "quando volete lasciare il pupo e svagarvi, noi ci siamo!"

E così che stasera chiederò a mio marito dove ha messo il mio casco della moto.

mercoledì 20 febbraio 2013

I vaccini su un neonato

E mentre tutto tace (mi riferisco a bambino, campanello e telefono) la mamma di Prince continua a scrivere beata nel suo blog, appena rispolverato. Da qualche tempo mi sto interrogando sui vaccini da fare al piccolo, dal momento che il cellulare potrebbe suonare da un momento all'altro e a chiamare sia l'Igiene che vuole informarmi della data X per le prime punturine o goccine del piccolo. Io e marito siamo un po' perplessi... i vaccini non ci convincono abbastanza, se da un lato sono importantissimi dall'altro alcuni hanno effetti collaterali non rivelati. Per il momento siamo propensi verso i più importanti (quelli obbligatori insomma), tralasciando i "secondari", come ad esempio il Rotavirus, consigliatoci dal pediatra. 

Sul web si trova di tutto e di più. Questi sono solo due dei migliaia di articoli trovati in rete, su chi è pro e chi contro la vaccinazione:




Adesso servirebbe un vaccino anche a me per tranquillizzarmi. Prendere una decisione così importante su un neonato non è per nulla facile per un genitore.

Sono curiosa di sapere voi mamme come vi siete poste dinanzi al fattore vaccino e per cosa avete optato.

Ultime dal mondo: Prince is growing up!

"Bentornato oh mio tempo libero!" 
Non tanto da Prince come dovrebbe essere, quanto da parenti e amici che dal giorno in cui è nato sono ingestibili, tanto da scrivere velocissimamente prima che qualcuno suoni la porta, svegli il piccolo che finalmente sono riuscita a cullare e addormentare e soprattutto mi tenga lontana dalla tastiera. E chi ha il coraggio di dirlo alla mia sacrosanta voglia di scrivere che oggi finalmente riesce a sfogarsi? Il pargoletto sta crescendo a vista d'occhio, mentre scrivo sono qui che lo guardo dormire come un angioletto e mi viene voglia di sbaciucchiarlo (ma che dico?! Dorme!) e se non credo all'ago della bilancia o alle valanghe di pannolini consumati ogni giorno, mi sono arresa davanti ai bodini, le tutine e altri "outfit" (uh, che stilosa questa parola!) che ieri pomeriggio hanno dovuto abbandonare i suoi cassetti e mi hanno dato conferma di ciò. 
Che peccato dover rinunciare ad alcuni abitini carinissimi! 
E tra una una cosa e l'altra ne salta fuori una speciale: la prima tutina indossata appena è nato. 



Credo farò come mia mamma fece coi miei primi jeans: me li incorniciò. Sì, dentro a un quadro, proprio come un'opera d'arte! Un mese fa ruppe il vetro per regalarli a Prince e mi commosse davvero tanto. Chissà se anche il piccolo farà lo stesso un domani...

... forse con l'iphone di suo papà!

domenica 10 febbraio 2013

L'era del surrogato

"E ricordatevi di non darvi imposizioni... perchè mai dire mai..." Ogni tanto ripenso alle parole dell'ostetrica del corso preparto. E aveva ragione! Ero fermamente persuasa dall'idea di non dare il ciuccio a Prince nel suo primo mese di vita e invece adesso lo ringrazio della sua esistenza. Lunatica? Incoerente? Questo è il fattaccio: nella prima settimana allattavo a richiesta. Bellissimo ma... ragadi a go go e latte... quale latte?? Dicono che più allatti più ne hai... A me non accadeva. Lo allattavo cosi spesso che ero svuotata e Prince implorava. Inoltre le odiose coliche lo inducevano a ciucciare per trovare conforto ma tutto questo ciucciare riempiva le giornate di ancora più coliche, ancora più rigurgiti e ancora più conatini. Venne il giorno della prima visita pediatrica. Stretto consiglio di allattare ogni 3 ore e mezza. Che?! La verità è che io avrei voluto allattate a richiesta, ma la richiesta era troppo grande per l'offerta. E poi un dubbio filosofico mi assaliva: chi aveva ragione? Le ostetriche o il pediatra?? (è toccato anche a me scoprire la storica diatriba come scoprire l'acqua calda!). E qualche giorno dopo ho trovato la risposta: io. E il giusto mezzo. Allattare più o meno ogni 3ore, nei casi gravi di sbrano implacabile 2 ore e mezza; temporeggiavo con lui ma senza sfinirlo, perchè l'idea di un piccolo che ha fame e vietargli di mangiare mi faceva sentire un mostro. Da quando abbiamo trovato questo equilibrio (fortunatamente molto presto) il piccolo dorme di notte, fa solo le sue poppate e normalmente salta addirittura quella intermedia notturna. Quando qualcuno mi chiede se dorme la notte, ho paura di rispondere si, specie davanti a persone i cui figli non gli hanno mai concesso questo lusso se non nei mesi a oltranza, perché immagino cosa significhi e portano ancora le occhiaie come ricordo. Oggi le ore tra una poppata e l'altra viaggiano sulle 3.30 circa. E la cosa più bella è che con Prince ci siamo venuti incontro, abbiamo fatto e stiamo facendo tutt'ora un cammino insieme.
In tutto questo entra in scena il surrogato mister ciuccio. Abbiamo iniziato solo in rari casi di emergenza, ma credo che dal primo giorno in cui ho aperto la confezione sapevo che non me ne sarei sbarazzerata molto facilmente. Adesso per Prince è diventato un must, se non ha il ciuccio non sei un leader. Credo che a un mese io stia già esagerando, ormai il surrogato si è messo in mezzo a noi e io so quando Prince lo reclama (sempre o quasi). Ormai mio figlio sa della sua esistenza. Il mio impegno è comunque di non lasciarglielo troppo. Non appena arriva il momento giusto glielo sfilo di soppiatto senza che se ne accorga. Ho letto che troppo ciuccio potrebbe spaesarlo nel poppare latte materno, specie nel primo mese in cui l'allattamento al seno è in fase di avvio. Mi sembrava una cosa assurda, pensando che se il piccolo ha fame mangia per forza. Da due giorni Prince fatica ad attaccarsi (cosa mai accaduta) ma ho notato che in questi 2 giorni il seno non è quella botta di vita di esplosione della quarta taglia che di solito ho da quando allatto. E così sono presa a cambi di pannolino e sgolate di tisane e bottiglie di acqua per cercare di aumentare il latte (già in passato mi era capitata la stessa cosa ma dopo 2 giorni il seno era rinvigorito di latte). Chiedo aiuto alla signora fascia dentro alla quale non è concesso entrare al piccolo surrogato. Oppure al naso del papà ma quello è stato un trucco per capire se ha fame o no! :D

giovedì 31 gennaio 2013

Il mio parto mai partito.

Fin da piccola ho sempre amato la vigilia di Natale, più del 25.
Il motivo è l'attesa. Sapevo che il giorno dopo avrei trovato tanti doni, o almeno ci speravo, e la sera del 24 ci sarebbe stata una grande festa come tradizione. Ho sempre trascorso la vigilia in famiglia. Punto di ritrovo: casa della nonna, con la sua grande cucina dove non vi dico quante cose preparava li dentro con l'aiuto delle zie. Ricordo mia mamma e il suo vestirmi elegantissima. Ho in mente un anno in cui indossavo ballerine di vernice rossa abbinato ad uno scamiciato di velluto verde abete coi bordini neri e un cerchietto dello stesso materiale e colore delle scarpe. Una bambolina. Peccato odiassi le gonne e i collant e mi grattavo continuamente le gambe; per non parlare della mia pelle allergica alla lana e qualcosa di lana addosso me lo ritrovavo sempre. Quella volta le maniche dello scamiciatino.
Pensavo a questo la vigilia del 24 dicembre 2012, mentre affettavo felice la mia prima fetta di panettone dell'anno. E non sapevo che quella fetta non l'avrei mai gustata e sarebbe rimasta lì, sul mio piattino del dolce (di sicuro mio marito l'avrà ingoiata mentre io ero in ospedale i giorni seguenti). Sopraggiunge qualcosa di strano, non posso credere di non riuscire più a trattenere la pipì. Forse non pensavo alla rottura delle acque perchè in quel momento manco mi ricordavo di essere incinta, pensavo solo al panettone e basta! (ahh... le voglie!).
E così mi ritrovo col cellulare in mano che parlo col ginecologo, mentre chiedo a mio marito di prendere tutti gli asciugamani che trova in casa e corro verso l'auto con valigia e valigetta di Prince.
Giunti in ospedale non c'è anima viva, proprio come avevo sognato qualche giorno prima (le paure celate nell'inconscio...) Ad attendermi al varco due ostetriche con il cappello di babbo natale in testa. Fatta l'eco di controllo iniziamo coi monitoraggi, i miei compagni d'avventura per ben 2 lunghissimi giorni. E io che pensavo che avrei partorito in poco tempo! Insomma che, dal 24 sera fino tutto il 25, la mamma di Prince si ritrova senza contrazioni ne dilatazione. Un parto mai partito. A partite è solo la mia ansia e i miei sensi di colpa, chiamiamoli così, pensando al piccolo già bello pronto e in posizione, col liquido amniotico che iniziava a scarseggiare e io che imploravo un cesareo mai arrivato. Fortunatamente i battiti di Prince erano perfetti e nessuno si sentiva di fare un cesareo (diciamo che tutto lo staff era contrariato). A me importava solo che il piccolo stesse bene. E così trascorro il Natale in ospedale, con una colazione fatta di latte, auguri e un panettoncino minuscolo (evvai!) e un pranzo desiamente poco natalizio, condiviso con mio marito, i suoi 2 tramezzini e le nostre riflessioni sul nostro terzo Natale, emozionati sì, ma nel quale ci ritroviamo nuovamente dinanzi a un pranzo festivo assurdo (i due precedenti trascorsi in casa con virus intestinale e febbre).
La sera del 25 mi messaggio col gine e scrivo: "dott. fatemi un cesareo, ho paura per il bambino" e lui mi risponde: "tranquilla, domattina facciamo l'induzione, il piccolo sta bene e avrai un bel parto naturale". Mi svegliano alle 6 del mattino per il primo monitoraggio della giornata. Qualche contrazioncina ma irrilevante e con enorme distanza tra una e l'altra. Mi chiamano in mattinata per fare l'induzione: si va di Propress. Per chi non lo conoscesse, si tratta di una fettuccina (può essere anche in gel) che rilascia le prostaglandine il cui scopo è assottigliare il collo dell'utero, preparandolo al travaglio.
Partono dopo appena mezz'ora una serie di contrazioni che non mi danno pace... Dolori assurdi, una flebo di buscopan promessa e arrivata ma da me mai percepita. C'è il cambio turno delle ostetriche, le prime mi avevano assicurato che a 3cm mi avrebbero effettuato l'analgesia epidurale. Ma questo l'ostetrica del turno successivo non lo sapeva. La imploro mentre penso alla doccia calda che a me tutto quel benessere che dicono non lo ha dato per niente. Forse le contrazioni erano davvero troppo potenti. La simpatica donna mi guarda sgridandomi per la mia faccia sofferente. ...??? E' qui che ho capito quando si dice che una donna incinta può perdere il lume della ragione. Mio marito diventa viola quando mi sente rispondere all'ostetrica che le colleghe del turno precedente erano più brave e gentili di lei ma che era una vergogna che non avessero fatto il passaparola. E così che la convinco a visitarmi perché sono sicura che la dilatazione c'è. Mi chiede se ho fatto richiesta epidurale e rispondo affermativo mi guarda male, rispondendo che non posso farla perché non ho il consenso tra i documenti. Se c'è una persona precisa nei documenti potrei candidarmi, essendomi presentata con una cartellina con post-it su eco, analisi, consenso epidurale (assente perché lo avevo consegnato il giorno della rottura delle acque) e sapevo che il foglio ben compilato lo avevano loro e non io. Insisto così tanto che per farmi stare zitta chiamano una collega del turno precedente che dice di avere lei il foglio! E da qui a dieci minuti mi ritrovo in sala parto. Dilatazione da 3cm a 10 nel giro di un'ora! Peccato che resto bloccata... la seconda dose di epidurale che avrei voluto saltare ma l'anestesista mi ha persuasa, ha inibito le mie ultime contrazioni E Prince rimane bloccato. Finalmente si vede la testolina piena di capelli (una sorpresa già che io e il papà di Prince eravamo belli pelati appena nati e lo immaginavamo così). Non capisco più niente e inizio a spingere fortissimamente. Il piccolo però ha un problema: un braccino storto e il cordone ombelicale attorcigliato. E così si ricorre a divaricatore e ventosa. Penso che una donna ricordi per sempre quel momento in cui senti piangere il piccolo e lo vedi per la prima volta. Non vedevo l'ora di abbracciarlo.
Sono qui davanti al pc e scrivo queste ultime righe con una mano. L'altra è impegnata a stringere Prince. Lo stringo pensando al giorno in cui è nato e al travaglio che ha dovuto passare. Due giorni interi, già in posizione e nato coi "tumori da parto" in testa (questo termine mi ha stesa mentre sentivo le ostetriche pronunciarlo e non sapendo assolutamente cosa fossero!)
E penso che nella vita forse avrà pochi problemi. Ha già lottato per nascere e questo fa di lui un piccolo guerriero! Scrivo pensando che ho vissuto il giorno più bello della mia vita, insieme a mio marito che è stato sempre con me. E vederlo piangere in sala parto mi ha davvero emozionata.


sabato 19 gennaio 2013

Un po' del mio Prince.

Sono qui ancora incredula.

Pc acceso sul divano.
Io con le gambe incrociate.
Il piccolo che dorme sopra di esse, avvolto da un plaid morbidissimo, che gli invidio parecchio e che vorrei usare io la notte per scaldarmi i piedini ghiacciati quando Prince mi sveglia per dirmi che è ora della poppata notturna e corro a passo di zombie mi avvio con lui, direzione fasciatoio, scordando le ciabatte (non è vero, la verità è che non le trovo mai!).
Insomma che adesso mi ritrovo qui, che riesco a scrivere e mi sento davvero felice perchè, avere le mani e le braccia libere, implica che forse il principino si sta ambientando ai ritmi, alla sua nuova casa squadrata anzichè ovale e senza acqua e cordone "salvalavita" (che la vita in realtà gliela stava togliendo perché, uscita la testolina durante il parto, il cordone era proprio intorno al collo, ma questo mia cugina non dovrà mai saperlo: io, amante delle collane semplici e originali, l'estate scorsa ne sfoggiavo diverse e lei che ogni volta mi sussurrava di toglierle perché portava male e il bambino poteva ritrovarsi col cordone attorcigliato...) ecco.

Di solito i racconti vanno in ordine cronologico, ma io anticonformista per eccellenza negli anni or sono, vi narro le mie avventure dal presente al passato. Prince sembra soffrire di... (rullo di tamburi) coliche! Stessa solfa, il dopocena è fatto di strilli, marito che tiene il piccolo come una palla da football e non è un caso, massaggiandogli il pancino, io che gli do il cambio e lui che torna in panchina, corro sul lettone caldo e inizio ogni sorta di massaggio, presa alle caviglie e spinta delle gambine verso il pancino, ecco l'arietta che esce, lui che sembra felice e poco dopo uno strillo avvisa che c'è di nuovo una colica in corso. E lo stringi forte a te, ti senti impotente e per questo stai male come un cane, vorresti averle tu al suo posto ma poi ti ricordi dei dolori del parto e dici: "beh ho già avuto quelli direi che bastano, per fortuna che crescendo i dolori delle coliche se li dimentica, se li avessi io adesso non li dimenticherei tanto facilmente!". Insomma, queste coliche mi ci fanno dannare,  ma la cosa che odio di più sono i rimedi: si amiche, perché non posso credere che esistono mille rimedi ognuno diverso dall'altro e vi dirò la mia mente non ne può più di sentirsi dire: "ma no che massaggi, compra questo...", "ahh ma le coliche non passano perché devi continuare il massaggio per ore..." "ma guarda che forse non sono coliche è qualcos'altro...". Io ho capito solo una cosa: per le coliche non esistono rimedi, ma forse solo tecniche e prodotti che aiutano il piccolo ma di certo non le fanno passare. Dunque i consigli li accetto volentieri ma le imposizioni no! Per carità non è una critica, semplicemente quando qualcuno ti consiglia di fare in un modo che ritiene infallibile ma questo "modo" con tuo figlio infallibile non è "ci vado a bagno".
Ho capito che da mamma sono più sensibile ed empatica (ansiosa non ancora e spero di non diventarlo a breve). Saggio coliche concluso.
Passiamo al reflusso? Già perché la mamma di Prince pensa che si tratti proprio di quello. Rigurgiti "a go go", singhiozzo a più non posso e post poppata con lamenti a volte forti altri meno. E mi domando: possibile le abbia tutte mio figlio? Si va alla prima visita dal pediatra, un pò antiquato se dico che era il mio di quando ero piccola, ma lo conosco da anni e viva all'adolescenza mi ci ha fatto arrivare. Gli espongo il problema e mi dice che non è nulla, che in Africa i bambini crescono lo stesso (ma alcuni mica tanto purtroppo...) e che io ho "solo" tanto latte e lui è un pirana ingordo dell'Amazzonia mangiacapezzoli (e areola altrimenti la vittima rischia le ragadi selvatiche). Dunque prescrive di allattarlo ogni 3 ore e mezza (a volte facciamo finta di niente e attendiamo 3 ore, uè la fame è fame, poi la tetta ce la metto io sotto le gengive aguzze, non il pediatra!). Questa cosa mi ha mandato in tilt: ho una amica ostetrica, di quelle ultra salutiste, "omeopatia e naturesse" che giusto il giorno prima mi diceva di allattarlo a richiesta. Ecco da qui sono letteralmente andata in born out: due pareri così diversi tra loro e io in mezzo. Che fare? Forse preferivo non ascoltarne. Insomma che l'unico modo è provarli. E così siamo arrivati ad adottare quello del pediatra, semplicemente perché notavo che la notte dormiva e arrivava a fare 3 ma più spesso 2 pasti, e in effetti un minimo di adattamento alle tempistiche il piccolo dovrebbe averlo. Ho notato inoltre che il latte si riformava in tempi giusti non sospetti, mentre a richiesta delle volte Prince ciucciava aria. Saggio reflusso concluso.

Passiamo al parto?
Mmm... non voglio fare la cattiva ma questo è tutta un'altra storia. E'stato l'inizio di tutto e merita un post a parte. Se poi questo racconto vi ha annoiato smetto qui perché non vorrei causasse reflussi e acidità.

Aspetto che digeriate e torno a scrivere del mio parto.
Nel frattempo sento muovere una manina sulla mia gamba:
 Prince si è svegliato.

Si salvi chi può!